Che cosa ti offre il centro d’ascolto

a) Percorso antiviolenza

Il percorso antiviolenza proposto dal Centro di ascolto del disagio maschile – Associazione «Liberi dalla violenza» prevede, inizialmente, una serie di colloqui individuali di valutazione della situazione e della motivazione.

Il richiedente valutato idoneo dovrà necessariamente firmare un “contratto” in cui si impegna a rispettare determinate regole, tra cui l’impegno personale a fermare, fin da subito, la violenza, e l’autorizzazione ad avviare il cosiddetto “contatto partner”.

In seguito, all’uomo viene proposto l’inserimento in un gruppo di tipo psicoeducativo specializzato.

L’obiettivo principale è quello di ridurre la possibilità di una recidiva violenta al fine di assicurare maggiore sicurezza alle potenziali vittime, donne e minori.

I programmi per uomini autori di violenza si basano sulla convinzione che le persone abbiano la capacità di cambiare e che la violenza sia un comportamento appreso che può essere modificato.

È fondamentale che gli uomini che utilizzano la violenza si rendano responsabili dei comportamenti agiti e delle loro conseguenze, e che, in un secondo momento, possano imparare delle modalità di risposta non violente.

Durante gli incontri di gruppo vengono approfonditi i seguenti temi:

· definizione di violenza;

· assunzione di responsabilità rispetto ai comportamenti violenti agiti;

· riconoscimento delle emozioni negative, in particolare della rabbia;

· apprendimento di tecniche di controllo della rabbia e di strategie per prevenire comportamenti violenti.

Gli uomini che partecipano al percorso antiviolenza hanno la possibilità di:

· condividere in gruppo la loro esperienza, superando meccanismi di difesa e sentimenti di vergogna o imbarazzo sulle proprie vicende;

· sviluppare maggiore comprensione del proprio comportamento violento, anche alla luce della propria storia personale, dei modelli di riferimento, di alcune abitudini di vita o di riferimenti culturali;

· analizzare le caratteristiche del ciclo della violenza e dell’emozione della rabbia al fine di riconoscerla e controllarla, evitando le conseguenze più dannose;

. potenziare le risorse individuali alternative alla violenza.

Non rientrano tra gli obiettivi del percorso antiviolenza né la riconciliazione né la separazione della coppia.

Il percorso psicoeducativo è strutturato in 29 incontri a cadenza settimanale, della durata di due ore ciascuno, in orario serale. Il gruppo è condotto da due professionisti di genere misto (una donna e un uomo) con una formazione specifica in questo ambito di intervento.

Per consolidare il cambiamento dello stile di vita e prevenire la recidiva sarà proposto l’inserimento in un gruppo di auto mutuo aiuto.

b) Operatori qualificati

Tutti i volontari e le volontarie del Centro hanno partecipato a un corso di formazione sulle tematiche della violenza sulle donne e il loro trattamento. Nell’equipe degli operatori sono presenti alcuni uomini particolarmente sensibili al problema, appartenenti al gruppo Uomini in cammino, che svolgono, insieme ad altre volontarie, il servizio di ascolto telefonico e di accoglienza in sede.

Fanno inoltre parte del gruppo di operatori: due psicologi, un counsellor, due assistenti sociali.

c) Con chi collaboriamo

Il Centro di ascolto del disagio maschile ritiene indispensabile il lavoro di rete e in rete. In primo luogo, ha un rapporto di stretta collaborazione con le associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza: il Centro antiviolenza di Svolta Donna, AnLib (Anime Libere), ADAMEVA, AMA.

Inoltre i suoi interventi e progetti individuali sono progetti integrati con i servizi sociali, con il Consorzio intercomunale dei Servizi Sociali e con i servizi sanitari, i Centri di salute mentale e i Servizi per le dipendenze patologiche.

Ritenendo infine che non siano sufficienti gli interventi di repressione del fenomeno della violenza nelle relazioni affettive, ma che debbano essere affiancati da programmi rieducativi, si stanno costruendo rapporti di collaborazione con le Forze dell’ordine e con le Istituzioni giudiziarie.